
Pietro andava
cercando la felicità. Una mattina d’estate raggiunse un’osteria che si
chiamava „Sotto una stella felice” e pensò:
- Ho
l’impressione che questa stella mi suggerirà dove andare.
Davanti all’osteria,
all’ombra di un tiglio, c’era un enorme tavolo. Pietro si mise seduto
vicino ad esso e si guardò attorno. Sul tiglio ronzavano le api, vicino
nell’erba brucavano degli asini e al tavolo stava seduto un bellissimo
giovanotto che con attenzione guardava l’ospite. Pietro ordinò all’oste
la prima colazione e chiese:
- Qualè il percorso più
interessante per un viandante?
Il prioprietaro della osteria rispose
senza esitazione:
- È di sicuro quello che
porta alla principessa Viridiana.
È passato già un mese e il principe sta
ancora cercando disperatamente la figlia dispersa. Gira voce che sia
stata rapita dalla strega zoppa.
Pietro, dopo aver udito queste parole
rispose:
- Troverò io la principessa Viridiana.
Per me sarà un viaggio verso la felicità.
Pietro rimase sovra pensiero, pensando
ai suoi viaggi, che erano stati numerosi, ma che non gli avevano fatto
trovare ancora la felicità. Adesso era diverso, adesso era sicuro che
questo sarebbe stato l’ultimo viaggio ... all’improvviso i suoi pensieri
furono interrotti da una voce che arrivava dall’altra parte del tavolo:
- La felicità è avere le gambe sane,
non una principessa!
Pietro guardò il giovane uomo:
- Le tue aspirazioni sono limitate,
ragazzo!
Nello stesso momento si avvicinò l’oste
e mise sul tavolo la prima colazione, dopo di che si chinò verso
l’ospite:
- Quello dall’altra parte del tavolo è
Luca, mio figlio. Non sa camminare, però è uno sfacciato e si dà arie di
sapere tutto.
Pietro mangiò il cibo, incrociò le
braccia e chiese a Luca:
- Se sai tutto, ragazzo sapientone,
allora dimmi subito qual è la strada per arrivare alla principessa? Eh?
Luca non credeva nella esitenza della
strega, e gli fece ridere l’entusiasmo dell’ospite, e per prenderlo in
giro disse:
- Non posso parlare, perché ho paura
della Strega zoppa.
Pietro aveva fretta:
- Ma io non ho paura, sbrigati a
dirmelo!
A Luca non veniva in mente niente di
divertente allora inventò una storia qualsiasi:

- Bisogna andare dritto mille passi
seguendo questa strada, poi girare a destra e fare altri cento passi, e
dopo occorre fare un salto ed ecco che apparirà la principessa.
Pietro sentì i brividi dalla emozione e
subito immaginò la principessa Viridiana tra le proprie braccia. Andò da
Luca e gli disse:
- Le tue indicazioni sono molto chiare,
forse vuoi venire con me, così mi indicheraì quel posto. Devo
controllare magari se non mi prendi in giro.
Luca iniziò a ridere:
- Sulle gambe di chi vado? E poi... No,
mai! Lì ci aspetto la Strega orribile.
Ma naturalmente si fece convincere in
fretta a fare quel giro, perchè amava i viaggi, e da solo non aveva la
possibilità di spostarsi. Pietro tutto agitato, prese un asino dall’oste,
ci mise seduto sopra Luca, e disse:
- Con me non ti succederà niente. Io
andrò avanti e conterò i passi. -
Partirono. Pietro saltava con allegria,
e il giovane stava a cavalcioni sull’asino contento di questo giro
inatteso. Però, dopo un pò di tempo, Luca notò che Pietro aveva smesso
di saltare e tutto serio stava contando i passi. Decise di dire la
verità a Pietro, che mille e cento passi e un salto erano uno scherzo, e
iniziò a spiegare:
- Ecco, mio caro viandante...
Ma Pietro lo interruppe subito:
- Stai zitto, niente più parole, perchè
altrimenti sbaglierò a contare. Centotrentaquattro, centotrentacinque...
Luca iniziò a preoccuparsi di cosa
sarebbe successo quando la bugia sarebbe stata scoperta. Intanto Pietro
era arrivato a mille passi ed aveva girato a destra, poi aveva contato
da uno a cento e si erano trovati sulla riva di un piccolo fiume. Pietro
guardò il ragazzo:
- E adesso che facciamo?
Luca pensò:
- Lascierò che questo stupido salti il
fiume, così io scapperò in fretta sull’asino.
Ed era riuscito appena a dire queste
parole:
- È rimasto solo il salto. Il fiume non
è largo, salta!
Pietro piegò le ginocchia, chiuse gli
occhi, dopodichè agitò con forza le braccia, saltò in sù e si trovò...
nel mezzo del fiume. Dopo un attimo si vede solo la testa di Pietro che
fuoriusciva dall’aqua, ed egli urlando:

- Sono caduto nelle sabbie mobili!, non
riesco ad uscire! trova qualcuno che mi aiuti! È come se qualcuno mi
blocca i piedi. Oh! Fà in fretta!
Luca iniziò a dare delle pacche
all’asino con l’intenzione di andare all’osteria a chiedere aiuto.
L’asino osservava l’altra riva del fiume dove crescevano delle erbe
profumate e dei bei cardi. Quando Luca tirò forte le redini, questo
saltò il fiume con grazia ... sopra la testa di Pietro, ritrovandosi
sull’altra riva.
L’asino disarcionò il ragazzo
buttandolo sull’erba, vicino ad un grosso albero, e si abbandonò a
cercare del buon cibo. Luca si tirò su con le braccia e appoggiò la
schiena sul tronco dell’albero.
Guardò in
direzione del fiume verso la testa di Pietro, e si coprì la faccia con
le mani dalla disperazione e pensò:
- Cosa
farai adesso pezzo di un goffo imbranato? Cosa succederà adesso? chi ci
salverà?
Improvvisamente Pietro
vide che dall’albero sotto il quale stava seduto Luca, uscì una nuvola
bianca che delicatamente si posò sull’erba. Dalla nuvola uscì una bella
ragazza e iniziò a guardarsi attorno. Pietro era convinto che quella
fosse la principessa Viridiana, allora la chiamò:
- Sono qua, qua in mezzo al fiume!
Ma la ragazza non era interessata al
richiamo di Pietro, ma si chinò verso Luca e gli sussurrò:

- Giovanotto!
Luca sentendo questa voce si scoprì la
faccia:
- Che bello che sei arrivata! adesso
siamo salvi! Tira fuori Pietro dall’aqua e prendi l’asino, ti prego! Io
non posso muovermi, le mie gambe non si muovono.
La ragazza invece disse con calma:
- Realizzerò i tuoi desideri, ma prima
devi chiedere la mia mano.
Luca spazientito disse:
- Ho scherzato già abbastanza per oggi,
preferirei trovare l’asino e tirare fuori Pietro dall’aqua!
Ma la ragazza insistette:
- Realizzerò i tuoi desiderii, ma prima
chiedi la mia mano!
Luca scrollò le spalle e disse:
- Ti chiedo la mano, ma adesso prendi
l’asino!
La ragazza gli mise la mano sulla
spalla e disse sotto voce:
- Sarò tua moglie.
Poi prese l’asino, entrò nel fiume e
tirò fuori Pietro dalle sabbie mobili. Pietro guadagnò la spiaggia e con
rabbia guardò Luca:
- Mi hai usato con astuzia per arrivare
fin qua!. Dopo di che volevi affogarmi per prendere la principessa.
Niente da fare! Torna sull’asino verso l’osteria! Porterò da solo
Viridiana al principe!
Ad un tratto uscì da dietro l’albero
la Strega zoppa e si rivolse a Luca con voce rauca:

- Questa perfida principessa Viridiana,
rideva di me, Strega! Povera vecchia zoppa! Mi scimmiottava, andava
dietro le mie spalle camminando tutta storta da una parte all’altra.
Pensava che io non vedessi, ma io vedo anche dietro la mia testa! Ho
deciso di punirla! Facendole un incantesimo. Avrebbe dovuto vivere
dentro all’albero fino a quando non fosse arrivato un buffo, zoppo
imbranato, che le chiedesse la mano! Si, si, per punzione deve diventare
la moglie di uno storpio.
Dopodichè con una smorfia orribile
minacciò Viridiana con il dito deforme e zoppicò attraverso i cespugli.
La Strega non spaventò Pietro, che con
rabbia pensò che Viridiana non gli era più promessa. Invecè Luca,
inpaurito dalla visione della brutta strega, dimenticò di non saper
camminare. Si alzò e correndo partì in direzione della osteria. Dietro
di lui iniziò a correre Viridiana:
- Amore mio, stai correndo, tu sai
camminare!
Luca si fermò.
- Mia bella principessa, questo è un
sogno! e nel sogno io so correre!

Viridiana disse:
- Questo non è un sogno – e lo abbraciò
– C’era un vero incantesimo, ma è finito, e mi ha insegnato tante cose...
Adesso andremo insieme al castello, a celebrare le nostre nozze. Infatti
hai chiesto la mia mano! Io mi sono innamorata di te al primo sguardo, e
non mi importava se eri storpio oppure no.
Ma Luca ancora non credeva a quella
strana coincidenza. Lui veramente non sapeva dove era nascosta la
principessa Viridiana. Restò penserioso per un attimo, poi indicò Pietro
con la mano e disse;
- Viridiana, questò è l’uomo che mi ha
portato da te, è lui!
Pietro lo interruppe nel mezzo della
frase:
- Non è stato un uomo, ma un asino a
portati qua. Ah, ah! Andate al castello a
celebrare le vostre nozze.
Ecco, come vanno le cose:
Un uomo cerca la felicita, e vagando per strada rende felici gli altri,
invece di se stesso. Pazienza,
io vado avanti nel viaggio. Forse là, mille e cento passi e un salto in
avanti, mi aspetta la mia stella.
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